Sesto giorno
16.08.06
Capitano:
Partiti da Carloforte alle 12:00 per Pan di Zucchero. In porto il personale della Carloforte Sail Charter ci dice che il meteo dà Libeccio forte, il bollettino Meteomar dà SE con tendenza S. Partiamo comunque pensando di dormire a Cala Domestica, che è ridossata dal Libeccio. Stamattina ci hanno “riparato” la leva dell’ invertitore (speriamo!). Pagati 25 euro di porto, non caro e comunque erano dovuti, non ci siamo fermati per il guasto… Nel canale di S. Pietro Libeccio moderato e quindi decidiamo di dare spi. Nell’ alzarlo: caramella!
Pazienza e meno male che c’era poco vento. Fatta anche 1 strambata (per modo di dire…). Vicino al Pan di Zucchero il vento cala e abbiamo dato motore per 15 min. circa. Ah, dimenticavo: prima di alzare randa abbiamo messo in chiaro l’amantiglio. Adesso non è più strozzato dalla drizza randa. Ho anche rifatto la gassa della drizza randa.
Da ricordare: controllare che tutte le manovre sino a posto e in chiaro prima di iniziare qualsiasi manovra (in particolare l’alzata di spi)
L’equipaggio ha fatto il bagno al Pan di Zucchero passando sotto l’arco. Giorgio è stato urticato da una medusa. Fa un caldo boia, il sole picchia e c’è poco vento. Siamo ripartiti a motore verso Cala Domestica. Arrivati a Cala Domestica verso le 19. Ci sono 5-6 barche oltre a noi. Viene voglia di andarsene, visto l’affollamento. Decidiamo di rimanere x la notte. Domani che faremo? Chi lo sa. Sud? nord? boh! Dipende dal vento. Qui a Cala Domestica non si sente il VHF, quindi non abbiamo potuto sentire il bollettino Meteomar.
Mozzo:
Oggi abbiamo provato lo spi, ci vuole molta più attenzione, ma si sente la differenza nella forza che la barca riceve dal vento.
Abbiamo visto paesaggi stupendi, siamo arrivati al Pan di Zucchero. Nel tratto di costa che lo precede ci sono i resti di un’antica miniera e i resti dei villaggi dei minatori, panorama molto suggestivo.
Abbiamo fatto il bagno, passando sotto un arco di roccia. Il mare era spettacolare, il colore chiaro delle rocce conferisce all’acqua una particolare luminosità.
Giorgio è stato urticato da una medusa, ma non ha detto nulla finché non siamo risaliti in barca, perché sapeva che mi sarei fatta prendere dal panico.
Nel pomeriggio siamo arrivati a Cala Domestica, non vi dico della bellezza della costa che abbiamo visto dal mare nel tragitto, sarebbe superfluo! La cala è chiusa ai due lati da alte rocce frastagliate, il tramonto è stato spettacolare. Non abbiamo potuto fare il bagno, perché l’acqua era pienissima di meduse variopinte, io e Fede abbiamo raggiunto la spiaggia col tender a remi.
Mi piace tantissimo passare le serate in queste calette, penso che mi mancherà tantissimo questa atmosfera quando saremo a terra.