Avventure a vela e in montagna


"Il viaggio è una porta attraverso la quale si esce dalla realtà nota e si entra in un'altra realtà inesplorata, che somiglia al sogno."
Guy de Maupassant

August 5, 2007

Escursione in Val Zebrù

Parte 2

Domenica mattina, dopo un’abbondante colazione, che la coscienza ti consente di fare solo quando sai che ti aspettano ore di fatica, siamo partiti.
Si è ripetuto il copione delle bugie sul sentiero. Si poteva scegliere tra la discesa, percorrendo al contrario il sentiero del giorno prima oppure un altro sentiero che ci avrebbe portato al Passo Zebrù a 3000 m. Naturalmente, quando abbiamo chiesto se fosse molto più impegnativo il secondo percorso, ci hanno risposto: “Nooooo!”.
Il primo tratto effettivamente era tutto in discesa, ma dopo la prima mezz’ora, eccoci di nuovo ad affrontare salite impegnative, non ci siamo fatti mancare neanche il tratto con le ferrate.
La fatica era sempre lautamente ricompensata: è stata una festa per gli occhi, cercavo di immaganizzare nella mente quelle vedute ampie, dai colori così vividi, quei paesaggi straordinari, quella sensazione di essere a contatto con la natura che non ha subito trasformazioni da parte dell’uomo.

E i fiori e le piante che cambiavano al cambiare della quota, quanti colori, quanti profumi…
Dopo circa 3 ore siamo arrivati al Passo Zebrù. Che spettacolo! Tutto il percorso è stato fantastico, ma la veduta dai 3000 m era mozzafiato. Non riuscivo a credere di essere arrivata fin là con le mie forze. Da una parte il Gran Zebrù e i ghiaccai, dall’altra parte la vallata che ci riportava verso la realtà.
Dopo una lunga pausa per le foto e per distruggere le scorte di cioccolato, abbiamo cominciato la discesa verso la Valle dei Forni. Anche l’ultimo tratto è stato ricco di immagini da conservare e di odori fortissimi, basti pensare ai pini… Ci siamo imbattuti nei resti di una fortificazione risalente alla prima guerra mondiale, che ora i fiori e l’erba hanno trasformato, rendendola un elemento ben integrato nel paesaggio.
Ci siamo fermati a mangiare la polenta al Rifugio Pizzini e alle 16:00 siamo arrivati al Rifugio Forni, da dove con le jeep siamo tornati alla nostra auto.
Son tornata a casa con una grande stanchezza, ma di un genere molto diverso rispetto a quella che provavo alla fine della settimana di lavoro. La montagna ripulisce tutto, era una stanchezza che si accompagnava comunque alla soddisfazione per il percorso compiuto e ad un grande senso di serenità.

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