Alla ricerca del bello
"Per quanto viaggiamo in tutto il mondo per trovare ciò che è bello, dobbiamo portarlo con noi oppure non lo troveremo." Ralph Waldo Emerson
- Parole in viaggio | Time: 9:44 pm (UTC+8) No Comments »
January 4, 2008
"Per quanto viaggiamo in tutto il mondo per trovare ciò che è bello, dobbiamo portarlo con noi oppure non lo troveremo." Ralph Waldo Emerson
"E’ meglio un ottimista che ha torto di un pessimista che ha ragione." Einstein
October 3, 2007
Il 10 luglio di quest’anno, Luca ci inoltra le proposte di Andrea,un suo collega di Sondrio:
" a) Rifugio Cristina, torbiere e ghiacciaio pizzo scalino
Tempo +/- 2,5 h per la salita; dislivello +/- 800 M.
b) lago Palù (relax e sole)
Tempo +/- 1 h per la salita; dislivello +/- 400 M.
Dovreste arrivare non più tardi delle 09:00 a casa mia (da Mi partenza ore 07:00),
se invece lago possiamo prendercela più comoda.”
Secondo voi quale proposta abbiamo scelto? Senza esitazione la seconda!E abbiamo pensato:”Chi è questo matto che vuole farci partire da Milano alle 7:00?
Ma sa a che ora bisognerebbe svegliarsi?!?”
E così, la domenica successiva siamo partiti con due auto alle 9:00, a Sondrio abbiamo preso a bordo l indigeno valtellinese e abbiamo proseguito per la Valmalenco. Lasciata l’auto a S. Giuseppe, abbiamo preso il sentiero che in circa un’ora e mezza ci ha condotto al Lago Palù.
La pendenza era modesta e diversi tratti erano all’ombra, per cui non è stato molto faticoso, anche se non abbiamo risparmiato le nostre lamentele ad Andrea, perché la salita durava più di quanto ci aveva preannunciato. Il sentiero è molto bello, si cammina immersi nel verde tra varie specie di alberi, che cambiano al mutare dell’altitudine. Mi hanno colpito l’intenso profumo dei pini e la presenza di numerose farfalle variopinte che si posavano sulle nostre mani e si lasciavano fotografare come delle dive.
Quando siamo arrivati alla meta, abbiamo visto il lago, una gemma blu incastonata nel verde del paesaggio alpino a 1921 m. sul livello del mare. I boschi di conifere, il sole e le nuvole, specchiandosi nel lago, formano fantasie di colori e di luci.
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Abbiamo mangiato sulla riva del lago, non senza che i più temerari si tuffassero nelle gelide acque del lago.
Subito dopo il pic-nic, metà del gruppo ha deciso di salire sulla cima da cui partono gli impianti di risalita, per ammirare il panorama.Si tratta del monte Roggione. Sono andata anche io, mi hanno detto: “Ci vorranno 20-30 minuti”. Ed invece abbiamo impiegato un’ora a salire e poco meno a scendere.
Lungo il percorso abbiamo trovato un rifugio, davanti al quale la gente era stesa al sole in costume da bagno. Là vicino c’era una fontana dall’acqua freschissima. Che bevuta!
L’ultimo tratto era davvero ripido. Quando abbiamo raggiunto la meta, abbiamo potuto ammirare il pizzo Roseg, la Bernina e pizzo Scalino, oltre a tutta la valle. Mi sentivo un bruscolino di fronte alla vastità della veduta.
Per la discesa, i miei cavalieri hanno voluto seguire l’impianto di risalita, per cui è stata una discesa alquanto ripida!
Quando siamo arrivati al lago, ci siamo stesi al sole per riprenderci dalle nostre fatiche e, dopo una breve sosta al rifugio, con tanto di assaggio di genepì, siamo tornati alle auto.
Andrea ci aveva promesso una visita alle sue cantine, ma, siccome era tardi, siamo andati direttamente all’Osteria del Sole a Ponte in Valtellina. Indovinate cosa abbiamo mangiato? Ma naturalmente pizzoccheri e sciatt!
September 26, 2007
"Il mondo è un libro e quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina."
Sant’Agostino
September 24, 2007
"Un viaggio è quello spostarsi per il mondo che ti permette di tornare a casa un po’ diverso."
Giobbe Covatta
September 21, 2007
"Non perdere di vista Itaca,
poiché giungervi è il tuo destino.
Ma non affrettare i tuoi passi;
è meglio che il viaggio duri molti anni
e la tua nave getti l’ancora sull’isola
quando ti sarai arricchito
di ciò che hai conosciuto nel cammino.
Non aspettarti che Itaca ti dia altre ricchezze.
Itaca ti ha già dato un bel viaggio;
senza Itaca, tu non saresti mai partito.
Essa ti ha già dato tutto, null’altro può darti.
Se, infine, troverai che Itaca è povera, non pensare che ti abbia ingannato.
Perché sei divenuto saggio, hai vissuto una vita intensa,
e questo è il significato di Itaca."
Konstandinos Kavafis (Itaca)
Per godersi l’escursione, per non soffrire il freddo o il caldo, è importante scegliere gli indumenti con attenzione.
E’ importante coprire la parte superiore del nostro corpo per proteggerci dal freddo, dalle intemperie oppure dal sole.
E’ consigliabile vestirsi a cipolla, in modo da poter togliere e aggiungere indumenti in base alle diverse esigenze che si hanno durante il percorso.
Il primo strato dovrebbe essere una maglietta di cotone o, ancora meglio, le magliette in materiale sintetico studiato per favorire la traspirazione ed evitare di avere sulla pelle indumenti bagnati.
Per il secondo strato, a seconda della temperatura esterna è consigliable una camicia a quadri (abbigliamento tecnico), un pile leggero o una felpa oppure un bel pile pesante per temperature più rigide.
E per finire, lo strato esterno, che deve proteggere dalle intemperie, quindi è importante che sia in materiale leggero ed impermeabile come il gore-tex. La giacca deve essere leggera, perché il suo compito non è tenere caldo:a questo provvede lo strato medio.
Per essere pronti in caso di pioggia,si può pensare anche ad un K-Way nelle diverse lunghezze o un mantello impermeabile, ce ne sono in giro di molto leggeri e facilmente ripiegabili e richiudibili in comode custodie. Ci sono alcuni modelli che consentono di coprire lo zaino, ed avere notevole libertà di movimento.
Se ci aspettiamo di trovarci a basse temperature, dobbiamo ricordare guanti e cappello, mentre se prevediamo di camminare sotto il sole, è consigliabile un berretto.
Non bisogna dimenticare i calzettoni di lana, per difendere la pelle dei piedi dai traumi che può subire a causa dello sfregamento negli scarponi da montagna. E’ preferibile scegliere quelli appositamente studiati con i rinforzi nelle zone critiche.
Ritorno
18.08.06
Lasciare la barca, lasciare l’Isola di S. Pietro, arrivare in aeroporto è stato come un brusco risveglio, un arduo ritorno alla realtà. Ci eravamo abituati a passare la giornata in costume a piedi scalzi,in mezzo al mare. Ed ora eccoci vestiti, con le scarpe, caricati dei bagagli, pronti a salire sull’aereo.
Mi ricordo la stretta al cuore che ho provato guardando Milano dall’alto, mentre l’aereo si preparava ad atterrare. Il viaggio è finito, ma la luce, il calore, i profumi, le emozioni di quelle giornate non sono ancora finite e mi hanno lasciato dentro una grande energia e, allo stesso tempo, una grande nostalgia..
Settimo giorno
17.08.06
Capitano:
Siamo partiti alle 4:30 da Cala Domestica, risacca troppo forte. Alle 11 abbiamo ancorato all’isola Di S.Pietro, a nord dell’isola Piana. Navigazione tranquilla spinti dalla brezza. Nel pomeriggio abbiamo fatto il giro dell’isola di S.Pietro a motore. Onda lunga da SO, moooooolto lunga. Purtroppo, a causa dell’ onda, non abbiamo potuto fermarci.
Mozzo:
Era ancora notte quando ho sentito che ci stavamo muovendo: gli uomini, non riuscendo a dormire per la risacca che ci sballottava avevano deciso di partire. Piovigginava, il cielo sembrava minaccioso, invece, qualche ora dopo il sole ha vinto!
Nel pomeriggio abbiamo tentato di navigare a vela, ma mancava il vento e c’era mare luuuuungo. Abbiamo acceso il motore e abbiamo costeggiato il versante occidentale dell’Isola di S. Pietro. Paesaggio davvero bello, con i disegni realizzati dalle rocce che si tuffano nel mare e con l’eterna lotta che le onde combattono contro di loro, producendo giochi di acqua e di luce.
Siamo tornati a dormire a Carloforte.
September 4, 2007
Sesto giorno
16.08.06
Capitano:
Partiti da Carloforte alle 12:00 per Pan di Zucchero. In porto il personale della Carloforte Sail Charter ci dice che il meteo dà Libeccio forte, il bollettino Meteomar dà SE con tendenza S. Partiamo comunque pensando di dormire a Cala Domestica, che è ridossata dal Libeccio. Stamattina ci hanno “riparato” la leva dell’ invertitore (speriamo!). Pagati 25 euro di porto, non caro e comunque erano dovuti, non ci siamo fermati per il guasto… Nel canale di S. Pietro Libeccio moderato e quindi decidiamo di dare spi. Nell’ alzarlo: caramella!
Pazienza e meno male che c’era poco vento. Fatta anche 1 strambata (per modo di dire…). Vicino al Pan di Zucchero il vento cala e abbiamo dato motore per 15 min. circa. Ah, dimenticavo: prima di alzare randa abbiamo messo in chiaro l’amantiglio. Adesso non è più strozzato dalla drizza randa. Ho anche rifatto la gassa della drizza randa.
Da ricordare: controllare che tutte le manovre sino a posto e in chiaro prima di iniziare qualsiasi manovra (in particolare l’alzata di spi)
L’equipaggio ha fatto il bagno al Pan di Zucchero passando sotto l’arco. Giorgio è stato urticato da una medusa. Fa un caldo boia, il sole picchia e c’è poco vento. Siamo ripartiti a motore verso Cala Domestica. Arrivati a Cala Domestica verso le 19. Ci sono 5-6 barche oltre a noi. Viene voglia di andarsene, visto l’affollamento. Decidiamo di rimanere x la notte. Domani che faremo? Chi lo sa. Sud? nord? boh! Dipende dal vento. Qui a Cala Domestica non si sente il VHF, quindi non abbiamo potuto sentire il bollettino Meteomar.
Mozzo:
Oggi abbiamo provato lo spi, ci vuole molta più attenzione, ma si sente la differenza nella forza che la barca riceve dal vento.
Abbiamo visto paesaggi stupendi, siamo arrivati al Pan di Zucchero. Nel tratto di costa che lo precede ci sono i resti di un’antica miniera e i resti dei villaggi dei minatori, panorama molto suggestivo.
Abbiamo fatto il bagno, passando sotto un arco di roccia. Il mare era spettacolare, il colore chiaro delle rocce conferisce all’acqua una particolare luminosità.
Giorgio è stato urticato da una medusa, ma non ha detto nulla finché non siamo risaliti in barca, perché sapeva che mi sarei fatta prendere dal panico.
Nel pomeriggio siamo arrivati a Cala Domestica, non vi dico della bellezza della costa che abbiamo visto dal mare nel tragitto, sarebbe superfluo! La cala è chiusa ai due lati da alte rocce frastagliate, il tramonto è stato spettacolare. Non abbiamo potuto fare il bagno, perché l’acqua era pienissima di meduse variopinte, io e Fede abbiamo raggiunto la spiaggia col tender a remi.
Mi piace tantissimo passare le serate in queste calette, penso che mi mancherà tantissimo questa atmosfera quando saremo a terra.